Anthropic previene una class action per violazione del copyright?
Anthropic avrebbe raggiunto un accordo stragiudiziale con i titolari dei diritti d’autore. Il testo è confidenziale, quindi è impossibile, allo stato, esprimere qualsivoglia opinione: si tratta, tuttavia, di un caso importante, perché testimonia lo sganciamento da una sorta di “stallo alla messicana” tra le diverse posizioni.
La società americana, il 26 agosto scorso, ha comunicato di aver raggiunto un’intesa con il gruppo di autori statunitensi che avevano promosso una class action, sostenendo che i loro libri fossero stati utilizzati senza autorizzazione. Si tratta, come si diceva, del primo accordo di questo tipo in un filone di controversie che potrebbe incidere profondamente sul settore dell’IA generativa.
La vicenda trae origine da un’ordinanza di giugno, in cui il giudice federale californiano aveva riconosciuto la possibilità che Anthropic avesse scaricato illegalmente fino a sette milioni di opere da siti pirata, aprendo la strada a una responsabilità potenzialmente miliardaria. La prospettiva di danni così ingenti ha probabilmente spinto le parti a ricercare una soluzione extragiudiziale, evitando un processo lungo e dall’esito incerto.
Il caso riflette un nodo cruciale: l’equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la tutela dei diritti degli autori. La decisione potrebbe costituire un precedente importante, influenzando sia le strategie legali delle aziende del settore sia le modalità con cui verranno regolamentati in futuro i rapporti tra creatività umana e algoritmi di apprendimento automatico.
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